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ADOLESCENZA E RISCHIO DROGA
Mia figlia ha 14 anni e si comporta in modo strano, è sempre arrabbiata col mondo, frequenta strani giri e dorme poco. Io e mio marito abbiamo pauira che ci sia di mezzo la droga. Cosa possiamo fare?
Marta
RISPOSTA
Cara Marta, l'adolescenza è un periodo in cui alcuni comportamenti "strani" possono rientrare nella normalità della crescita, ma indubbiamente bisogna vigilare. La droga è estramente diffusa nella popolazione giovanile e il pericolo è di accorgersene quando ormai è troppo tardi. Mi è difficile dare dei consigli senza conoscere bene la situazione. Qualche suggerimento generico: Se tra la rete delle vostre conoscenze o tra i parenti cìè qualcuno di cui vostra figlia si fida, esponetegli le vostre preoccupazioni e chiedetegli di sondare il terreno. Non date troppe regole, ma quelle poche fatele rispettare. Mantenete un rapporto costante con i professori. Osservate con attenzione se spariscono soldi o oggetti di valore. In caso di dubbio consultatevi con il SerT (Servizio per le Tossicodipendenze) o un centro specifico per gli adolescenti della vistra Asl.
SONO OFFESA
Gentile Dottore, sono offesa da quello che ha scritto sul blog, nell'ultimo post dedicato alle maestre. Io sono una mestra, cerco di dare il meglio di me stessa ai bambini e non mi sono piaciute le sue osservazioni.
RISPOSTA
La mia critica riguardava non la categoria delle maestre in quanto tale, ma molte maestre. E nella realtà romana, che conosco bene, è una critica assolutamente fondata. E poi se ha notato, io non mi limitavo alle maestre, ma anche alla passiva accettazione da parte delle famiglie di un sistema scolastico che fa acqua e ad una politica dell'educazione che ha creato questa situazione. Lo so anch'io che ci sono molte maestre coscienziose e preparate. Sono felice che lei sia tra queste e se si è sentita offesa le chiedo scusa.
HO PAURA DEL FUTURO
Questa società mi terrorizza, la difficoltà di trovare un lavoro, la paura di fallire il matrimonio... Mi sento fuori da tutto
RISPOSTA
La società è fatta da persone, ma molte di queste pensano che la società sia altra da sè. Ci si sente estranei in un gruppo di cui invece si è componenti. Come se una cellula del corpo si sentisse fuori dal corpo che contribuisce a costituire. Un pò paradossale, vero? Eppure è il sentimento di molte persone, opposte allo stesso organismo di cui fanno parte. Capita anche a livello elementare, quello familiare. Un figlio che non si sente accolto, amato e protetto nella stessa realtà in cui è nato ed è stato nutrito. Ma tra società e famiglia non c'è il dilemma dell'uovo e della gallina. Non c'è dubbio che se nella società si respira quest'aria mefitica e ostile, dove la solidarietà e la comprensione è delegata alla Comunità di Sant'Egidio e a pochi altri coraggiosi (e meno male che ci sono) questo dipende dalla progressiva distruzione del tessuto familiare. La famiglia è nucleo fondamentale e modello stesso di società. Se la maggior parte delle famiglie sono dilaniate e frammentate, sregolate e squilibrate, come dovremo aspettarci la società? Esattamente come loro. Ma questa fase storica, cara amica, non durerà in eterno, Secondo me le naturali esigenze umane riprenderanno il sopravvento, e questo accadrà tanto prima quanto prima smetteremo di rassegnarci alla paura e ognuno nella propria realtà familiare cercherà di costruire un modello sociale basato sull'accettazione dell'altro, sulla capacità di chiedere scusa, sul rispetto delle regole, sulla coerenza.
I DISEGNI DEI BAMBINI SONO VERAMENTE UTILI?
Una psicologa ha fatto tutta una diagnosi sulla figlia di nove anni di una mia amica. Ma si può fare una cosa del genere? Che valore hanno i disegni infantili?
RISPOSTA
I disegni dei bambini possono essere rivelatori del vissuto, delle problematiche psicologiche, delle dinamiche affettive e relazionali, delle paure e delle potenzialità di un bambino. Ma tutto questo a patto che ad utilizzare lo strumento del disegno sia un professionista psicologo adeguatamente formato e preparato, altrimenti si può andare facilmente fuori strada (oltre a fare un abuso legale).
QUANTI ANNI PUO' DURARE UNA PSICOTERAPIA?
C'è un limite di durata della psicoterapia? Mi anno detto che oltre i dieci anni non si può andare
RISPOSTA
Oltre i dieci anni la terapia di trasforma in ergastolo!. A parte gli scherzi, non esiste un limite stabilito da qualcuno, se non dal buon senso. Andare tanti anni in psicoterapia senza riuscire a mettere un punto fermo mi lascia molto perplesso. Si potrebbe ipotizzare che gli obiettivi terapeutici non stati ben centrati. Qualche volta potrebbe voler dire che si tratta di un problema che richiede un sostegno continuativo, ma questo va esplicitato e discusso col paziente o i familiari. Ma potrebbe anche significare che si è creata una dipendenza dalla terapia, e questo è un problema serio, da affrontare con decisione. E ci potrebbero essere tante altre questioni in ballo, comunque farsi delle domande in proposito è sempre utile.
PERCHE' CI SONO TANTE PERSONE CHE HANNO DELLE DIPENDENZE?
Droga, alcol, gioco d'azzardo, ecc. ecc. Ma perchè le dipendenze sono così diffuse?
RISPOSTA
Il discorso sulle dipendenze è di una complessità assoluta. E' vero, ci sono persone che - se così si può dire - dipendono così tanto dalle dipendenze che quando guariscono diventano dipendenti dalla cura stessa. E non è un paradosso. E' difficile in uno spazio come questo dire qualcosa sull'argomento che abbia un senso. Ho provato a scrivere un articolo che troverai nello spazio articoli e spesso ne parlo sul blog, ma avrei intenzione di riprendere il tema di un articolo più ampio e approfondito. Vedremo.
HO SEMPRE FAME, CREDO CHE SIA UNA FORMA D'ANSIA
.Come posso fare a mangiare in modo più normale?
RISPOSTA
Prima di tutto dovresti consultarti con un bravo medico esperto di problematiche alimentari. Sarà lui che dopo averti sottoposto a tutta una serie di accertamenti valuterà se non ci sono componenti organiche alterate legate al tuo comportamento alimentare. Successivamente potrai affrontare gli aspetti pià strettamente psicologici con un professionista di tua fiducia.
HO LETTO IL SUO BLOG...
...dove da dei consigli ai genitori per quanto riguarda il linguaggio. Ma quando i bambini sono con i nonni tutto è più difficile. Spesso i genitori costruiscono e loro sfasciano.
RISPOSTA
Talvolta è vero, i nonni invece di collaborare nell'azione educativa sembra che vogliano mettere i bastoni fra le ruote, ma per lo più si tratta solo di diversità di vedute e di difficoltà degli anziani a capire il mondo di oggi, la fatica di vivere delle giovani famiglie, i nuovi bisogni educativi. Occorre innanzi tutto che la coppia papà e mamma sia perfettamente allineata nello stile genitoriale, che condividano i principi e gli ideali di fondo, che abbiano la stessa misura nella valutazione del comportamento dei figli. Se questo si riesce a costruire, i nonni - per quanto "bastian contrari", non potranno fare troppi danni, anzi.
PERCHE' IL MIO MEDICO DICE...
...che solo un medico può fare lo psicoterapeuta?
RISPOSTA
Perchè è un ignorante. La psicoterapia la può fare sia un medico che uno psicologo, se hanno i requisiti, ovvero l'idoneità rilasciata dopo un corso quadriennale di specializzazione in psicoterapia. Se invece il suo medico voleva dire che un medico è più competente di uno psicologo come psicoterapeuta, non merita nemmeno una risposta.
COME FACCIO A PORTARE MIO MARITO IN TERAPIA?
Mio marito secondo me soffre di nevrosi e depressione, ma non vuol saperne di andare in terapia. Dice che non ne ha bisogno e che ci dovrei andare io.
RISPOSTA
Anche se suo marito dovesse andare in terapia per farla contenta non servirebbe a molto. L'efficacia della psicoterapia dipende dalla collaborazione tra paziente e terapeuta e dalla coscienza di avere qualcosa da cambiare. Certo, possiamo anche pensare che questa coscienza sia uno dei primi obiettivi della terapia e non un prerequisito, ma se una persona esclude in assoluto di voler iniziare una psicoterapia non c'è molto da fare.Provi ad iniziare lei una serie di colloqui con uno specialista: magari mettendo a fuoco i problemi o cambiando il suo stile comunicativo e il suo modo di stare nella coppia potrebbe far sbloccare la situazione.
IO PENSO CHE LA PSICOTERAPIA NON SERVA A NULLA
A che serve andare da uno psicanalista per anni e anni senza cambiare e senza risolvere i problemi? Lo dico con sicurezza perchè ho tanti amici che hanno perso tempo e soldi!
RISPOSTA
I suoi amici perchè sono stati anni e anni a pagare qualcuno se non vedevano i risultati? Io quando vado da un professionista, medico, avvocato o chiunque altro, pago e voglio dei risultati. Sono d'accordo con lei, se la psicoterapia (ricordo che la psicoanalisi è uno degli orientamenti possibili di psicoterapia) entro un tempo ragionevole non porta quanto meno ad un inizio di soluzione dei problemi, è lecito domandarsi a cosa sia servita. A onor del vero devo anche dire che il risultato più importante da attendersi è un processo di trasformazione in senso positivo della persona, e non sempre questo coincide con i risultati attesi dal paziente, ma questa cosa va detta e chiarita all'inizio con il terapeuta.
IL GIORNO IN CUI MIA MADRE MORIRA'...
...ho paura che non proverò dolore. Non l'ho mai amata, anza la trovo una donna che mi ha rovinato la vita.
RISPOSTA
Anche la tradizione letteraria e religiosa dell'antichità mette in conto la possibilità: "Se anche una madre si dimenticasse del figlio, io non mi dimenticherò mai,,," . Sì, è possibile che ci siano delle madri in grado di rovinare la vita dei figli. E' possibile che esistano madri che utilizzano i figli con un intento egoistico. E' possibile che ci siano madri completamente estranee ai figli e che quando muoiono non si facciano rimpiangere. E tutto questo ha un effetto devastante sull'esistenza dei figli. Ma ciò nonostante è possibile fare un percorso di pacificazione interiore tale da far superare le ferite di una genitorialità mancata o deviata. Non sempre si potranno raggiungere risultati eccellenti, ma le risorse di cui siamo capaci sono straordinarie e spesso possono consentirci di riprendere un cammino interrotto o mai iniziato.
SI PUO' ESSERE DIPENDENTI DA UNA PERSONA?
Mi sento quasi una drogata, solo che la mia droga è una persona, dalla quale ricevo solo male, ma non mi riesco a staccare...
RISPOSTA
S', in effetti è possibile sviluppare una dipendenza quasi morbosa per una persona dalla quale si riceve soltanto dolore. In qualche modo ci sono dei tratti simili alla dipendenza da sostanze. Il motivo per cui si arriva a queste situazioni, che possono raggiungere anche livelli autodistruttivi, è complesso ed estremamente soggettivo. Sta di fatto, però, che non ci si deve autoingannare con alibi, tipo il grande amore o il desiderio di aiutare l'altro a guarire. L'amore è tutta un'altra cosa e ci sono modi molto più sani per aiutare l'altro, senza danneggiare se stessi. Bisogna correre ai ripari.
SEPARAZIONE
Dott. Rossi, lei parla sempre di famiglia come se fosse la soluzione di tutti i mali, ma non è sempre così, qualche volete la separazione è inevitabile...
RISPOSTA
Cara amica, la famiglia non è la soluzione di tutti i mali, ma previene quasi tutti i mali. Cioè la famiglia è in grado (quando la coppia è unita, il padre fa il padre e la madre fa la madre), di evitare una quantità di problemi a se stessa, ai figli, e di conseguenza alla società. Per quanto riguarda la separazione, è sempre un dramma e una sconfitta, ma spesso evitabile con la giusta dose di intelligenza, prudenza e umiltà. Ti consiglio la lettura della nostra guida, gratuita, che puoi trovare sul sito
GASTRITE
Ho fatto degli accertamenti e il medico dice che la mia gastrite è di origine psicosomatica, cioè?
RISPOSTA
Cioè la causa del disturbo è da ricercarsi in fattori psicologici, come per esempio lo stress. In questi casi, insieme al necessario trattamento medico è necessario risolvere la causa originaria del disturbo, affidandosi ad uno psicoterapeuta esperto che progetterà un intervento mirato, magari con l'aiuto di tecniche specifiche, come per esempio il Training Autogeno.
PAURE
Soffro di mille paure, degli altri e di me stesso. Mi vergono alla mia età...
RISPOSTA
Invece di vergognarsi, cosa che non conduce a nulla, forse è il caso di affrontare la questione con l'aiuto di un professionista, che non è li a giudicare, ma vuole solo aiutarla a capire le ragioni delle sue paure.
DROGHE LEGGERE?
Secondo Lei ha senso parlare di droghe leggere e pesanti?
Mario
RISPOSTA
Chiunque abbia lavorato in questo campo conosce la pericolosità delle cosiddette droghe leggere e non esita a a illustrarne i rischi. A questo proposito l'invito a leggere "Cannabis" di Claudio Risè, un libro documentato e chiarissimo. Ma il problema non è solo l'effetto del fumo, il cuore della questione è la dipendenza, che sia da spinelli, cocaina, birra o altro ancora. Il cuore dela questione è la tendenza di alcune persone a giocarsi la propria libertà attraverso l'adozione di comportamenti a cui legare il proprio benessere, segno dell'incapacità di vivere felici senza farsi schiavi di qualcosa o di qualcuno.
MASTURBAZIONE
Fin da quando ero piccolo mi masturbo con regolarità e guardo materiale pornografico. Non mi sembra una cosa da malati, ma la mia ragazza...
RISPOSTA
La sua ragazza le ricorda semplicemente che la natura del sesso è strettamente legata al rapporto intimo con un'altra persona e non al perdersi intorno a fantasie che originano e finiscono in loro stesse. La masturbazione, fenomeno abbastanza tipico dell'adolescenza, e tutto sommato superabile con una certa facilità in un normale sviluppo psicoaffettivo, quando perdura anche da grande rappresenta l'emblema della solitudine relazionale e della chiusura in se stessi. Potrebbe essere un sintomo non di malattia, ma di un problema nel versante dell'affettività da affrontare senza falsi pudori.
USO COCAINA, SONO UN DROGATO ?
Uso cocaina per via inalatoria circa due o tre volte al mese. Non mi sento un drogato...
RISPOSTA
Quello che si sente o non si sente è relativo, pensi a quello che realmente è. Una persona che usa una sostanza che è in grado di distruggere cervello e cuore, anche se la usa in dosi limitate, è comunque una persona che ha dei problemi. Credo che dovrebbe prendere molto sul serio la cosa.
E SE...?
Non riesco mai a godermi u'esperienza positiva, penso sempre: "E se non dura?" oppure "E se mi sto ingannando?"... Franca
RISPOSTA
Gli "E se...?" hanno il potere di togliere la pace e di rovinare tutto. Ma qualche volta è difficile tenerli sotto controllo o distinguere quando sono dei dubbi sani che mettono in guardia da rischi o quando invece sono soltanto dei pensieri ossessivi, cioè delle routine cognitive che si autoalimentano. Se queste domande arrivano al punto di non permetterle di godere la vita pienamente e e la fanno permanere in uno stato di continuo dubbio allora si consigli con un esperto,forse cè bisogno di un aiuto professionale.
PAURA DI NON RAGGIUNGERE I MIEI OBIETTIVI
Ho quasi trent'anni e ancora mi sento lontano dai miei obiettivi. Ho paura di diventare un fallito... Giulio
RISPOSTA
Scriva i suoi obiettivi su un foglio e poi li discuta con una persona di fiducia per valutare se siano realistici, comprensibili e concreti. Dopo di che li divida in sotto-obiettivi, li organizzi in modo graduale e progressivo e poi si metta al lavoro. Non si dimentichi che ci sono cose superiori ai nostri limiti e non possiamo combattere contro i mulini a vento. Si ponga dei traguardi raggiungibili e stia sempre con i piedi per terra. Auguri
GIOCO COMPULSIVO
Mio padre
gioca abbastanza spesso al videopoker e perde anche parecchi soldi. Cpsa si può fare in questi casi? B.
RISPOSTA
Il gioco compulsivo è un problema particolarmente grave. Possiamo parlare di una vera e propria dipendenza, al pari della droga o dell'alcool. Posto che suo padre ne soffra (questo lo stabilirà solo uno specialista), dovrà sottoporsi ad un trattamento serio e faticoso per venirne fuori, ma è una strada obbligata per evitare una probabile progressiva escalation.
ANIMALI
E' vero che la compagnia di un animale può avere degli effetti positivi su chi soffre di depressione? Ciao, Antonio
RISPOSTA
Molti studi, in effetti, mostrano che gli animali da compagnia (cani, gatti, ma anche criceti o uccellini) rappresentano un elemento positivo per quelle persone che hanno problemi di depressione. Naturalmente gli animali non possono essere considerati una vera e propria cura, ma sicuramente un ausilio ad una terapia sì. La necessità di occuparsi di loro obbliga il padrone ad uscire dal suo torpore e lo mette in una condizione di maggiore attività. E' quindi consigliabile, ove fosse possibile, offrire ad una persona che si trova in uno stato di sofferenza psichica un piccolo animale (proporzionato alle capacità del paziente) da accudire e da allevare. Sarebbe ugualmente utile, se per qualche motivo si dovesse escludere un animale, una pianta da curare e far crescere.
AGGRESSIVITA'
Vorrei avere delle indicazioni su qualche libro che parla di aggressività in psicoterapia. Grazie, Marco
RISPOSTA
Un testo recente e ben fatto, è quello di Capogna e Crocetti: "Le armi di Achille", scritto con un taglio essenzialmente psicoanalitico, ma che utilizza anche altri contributi. E' da leggere, sia per gli addetti ai lavori che per persone non specialiste, ma interessate all'argomento. Edizioni CipsPsia.
MOLTI CI FANNO DOMANDE SULL'OMOSESSUALITA'
Le lettere sono sono molte, e spesso riguardano argomenti tra loro simili
RISPOSTA
Abbiamo preparato una pagina speciale sull'omosessualità, per rispondere cumulativamente alle diverse lettere. Clicca qui.
MIA SORELLA ANORESSICA Gentile Dottore, ho una sorella di 17 anni anoressica. Il medico di famiglia la sta curando con integratori alimentari e vitamine, ma non mi sembra che funzioni. Siamo tutti preoccupati, ma lei ci prende in giro e sembra contenta di dimagrire sempre più. Cosa possiamo fare? Gianna, Milano
RISPOSTA Cara Gianna, chi ha fatto la diagnosi di anoressia? Non basta il dimagrimento per diagnosticare una anoressia, ci vogliono esami accurati psicologici e organici. Nel caso la patologia fosse proprio questa - o comunque per averne la sicurezza - allora ti consiglio di rivolgerti a professionisti nel campo. Sicuramente a Milano ce ne sono di bravi e il vostro medico saprà consigliarvi. Nel caso di disturbi alimentari conclamati, oltre la buona volontà e la competenza del medico di famiglia è necessario un lavoro di equipe che coinvolga almeno un bravo psicoterapeuta (possibilmente cognitivo comportamentale) e un medico appositamente formato. Consiglio a te e alla tua famiglia di darvi da fare con fiducia, ma anche con sollecitudine. Auguri e a presto, Silvio Rossi
PSICOTERAPIA TROPPO CARA Caro Dott. Rossi, io so che avrei bisogno di una psicoterapia, ma non posso permettermi di pagare una parcella salata per anni. Ho provato a rivolgermi alla Asl, ma non ho trovato uno psicologo con cui stabilire una buona relazione. Perchè lo Stato non crea degli psicologi di famiglia come ci sono i medici di famiglia? Enrico, Verona.
RISPOSTA Caro Enrico, la tua domanda è giusta. Lo psicologo di famiglia sarebbe un'ottima idea e in effetti, da diverse parti, si sono fatte già da tempo proposte in merito. Speriamo si possa concretizzare qualcosa nei prossimi anni, ma ho i miei dubbi. Credo che per vari motivi queste proposte rimarranno solo un bel sogno. Però non bisogna scoraggiarsi. Chi ha bisogno di un sostegno psicologico o psicoterapeutico deve sapere che oggi ci sono terapie brevi (ad es. cognitivo comportamentale, sistemica, strategica, ecc.) che danno splendidi risultati in tempi estremamente ragionevoli. Inoltre la parcella non deve essere necessariamente salata, l'Ordine degli Psicologi ha un tariffario ufficiale che serve proprio di orientamento in questo campo. Infine considera: chi soffre di disagio psicologico generalemente vive male i suoi rapporti interpersonali, lavora in modo insoddisfacente, non esprime al meglio se stesso. L'impegno di risorse per risolvere i problemi personali è quindi un vero investimento, anche economico. Il proprio benessere talvolta richiede un po di sacrificio. Silvio Rossi
ANORGASMIA Gentile Dottore, vorrei sapere come fare per guarire dall'anorgasmia. Io ne soffro da diversi anni. Maria, Napoli
RISPOSTA Cara Maria, in questi casi occorre innanzitutto escludere cause organiche. Perciò ti consiglio di rivolgerti al tuo ginecologo, il quale provvederà agli esami del caso. Qualora non si rilevino problemi fisici, allora bisogna effettuare un esame psicologico delle variabili e del contesto problematico. Non esiste, infatti, una anorgasmia in assoluto, ma ogni situazione clinica ha delle caratteristiche uniche. In base all'esame (chiamato tecnicamente "Assesment"), lo psicologo strutturerà una terapia su misura per te. Spesso, per le anorgasmie di origine psicologica si ottengono ottimi risultati abbinando tecniche di rilassamento e addestramento comportamentale del partner.
AFFIDARSI AL CASO? Buongiorno mi chiamo Paolo ho 22 anni e abito in provincia di Varese, avrei una domanda da farle, io avrei intenzione di intraprendere una psicoterapia (forse se trovo il coraggio), ho letto la vostra pagina su come fare a scegliere uno psicologo, ok sono tutte cose giuste, ma all' atto pratico non conoscendo nessuno a cui chiedere informazioni, non ho altre alternative che aprire le pagine gialle e scegliere a caso...
Presupponendo che i requisiti qui sotto che lei tra gli altri suggerisce li abbiano tutti (spero) ci sarà quello più competente e quello che lo è di meno se non altro in determinati argomenti...?
Lei cosa mi può consigliare? Grazie.
1. Lo psicoterapeuta deve essere laureato in psicologia o, se medico, specializzato in psicologia. 2. Deve essere iscritto all'Albo Professionale ed avere l'abilitazione all'esercizio della psicoterapia rilasciato dal proprio Ordine. (Queste informazioni possono essere ottenute presso l'Ordine degli Psicologi). 3. Lo psicoterapeuta deve specificare a quale orientamento appartiene (Cognitivo-Comportamentale, Freudiano, Familiare, ecc.).
4. La parcella richiesta deve rientrare nel tariffario dell'Ordine degli Psicologi e ogni pagamento deve essere fatturato.
RISPOSTA Caro Paolo,
se uno psicologo è in linea con le indicazioni del nostro sito, puoi essere tranquillo che si tratta comunque di un professionista serio. Per quanto riguarda la bravura, indubbiamente quello è un fattore variabile, ma risolvibile. Nel senso che, oltre la competenza del terapeuta, influisce sull'efficacia terapeutica la sua capacità di mettersi in relazione con il paziente. Basta un colloquio con uno psicologo per rendersi conto se "c'è sintonia". Se ti trovi bene, se ti prospetta un piano terapeutico chiaro e preciso, allora vai tranquillo.
Quindi, chiedi ampie informazioni in proposito, ma non farti bloccare dalla paura: prima affronterai i tuoi problemi, prima ritroverai il tuo pieno benessere.
Ti auguro di trovare presto una persona che possa aiutarti per il meglio.
IPNOSI REGRESSIVA Gentile Dott, sono una studentessa di 25 anni. Fra non molto dovrei cominciare una terapia di ipnosi regressiva per rivivere le mie vite passate. (Ne avevo già fatte, ma ora ricomincio). Attualmente invece sto cominciando una piccola ricerca sull¹opinione dell¹ipnosi regressiva e vorrei trovare delle persone che mi possano dare delle opinioni CONTRO questo modo di approcciarsi alla propria vita. In generale trovo solo opinioni positive, ma ci sono molti psicologi e non che non credono nella veridicità di questa terapia e vorrei sapere perché. Si tratta di una mia pura e semplice curiosità. Anche se credo a quello che sto facendo, tendo a mantenermi sempre un po¹ scettica, per non perdermi nella immaginazione e fingere una realtà illusoria, per questo vorrei sapere perché non bisognerebbe credere alle regressioni, da persone che abbiano dei buoni motivi per farlo e soprattutto da persone del campo e che sanno quello che dicono. Vorrei trovare qualcuno che sappia argomentare, anche in modo semplice e stringato, un opinione contro l¹ipnosi regressiva o qualcuno che mi sappia indicare dei siti o dei testi che mi possano aiutare in questo senso! Sarei felice di ricevere una risposta anche da chi é favorevole, se capace di indicarmi quali sono i pensieri delle persone che conoscono, con un opinione contro questa terapia. Insomma chiunque può rispondermi se lo desidera! È strano e non capisco perché, ma tutte le volte che mi sono avvicinata a qualcuno che non ci credesse, non sapeva darmi una vera motivazione e invece vorrei averne. Penso che fin¹ora non ne ho avute perché non ho trovato le persone giuste! E mi ripeto, il mio scopo é di trovare informazioni col cuore pulito, l¹animo semplice, onesto, rispettoso di tutti e di tutte le idee e penso di farlo in modo sano e sereno. Lo faccio solo allo scopo della conoscenza e per nessun¹altro motivo! Nella speranza di una risposta, la ringrazio molto! Jay
RISPOSTA
Cara Jay, è un diritto del paziente avere le idee chiare sulla terapia che deve sostenere, perciò molto volentieri ti diro la mia opinione sulla questione. L'ipnosi regressiva è quella in cui si cerca di andare indietro nella vita del paziente fino a riportare alla luce ricordi di esperienze fatte anche in età infantile. Non è una pratica da poco, nel senso che è piuttosto pesante ed invasiva, ma quando altre tecniche si sono dimostrate inefficaci, si può usare. Non sempre è utile, come non sempre le radici di problemi del paziente vanno recuperate in età così lontante, ma qualche volta è efficace. Comunque ci vuole poco ad accorgersene: è un tipo di tecnica che o funziona con una certa rapidità (almeno un inizio di miglioramento entro alcune sedute) oppure meglio cambiare strada. Per quanto riguarda invece le vite passate, diffida dalle mode, dalle stravaganze orientaleggianti e dalle superificialità. Se ti interessa approfondire l'argomento con libri seri, per uno studio critico di questa tradizione, puoi vedere a proposito:
1. B. Mondin, Preesistenza, sopravvivenza, reincarnazione, Àncora, Milano 1989
Il volume suggerisce significativamente le coordinate antropologico-filosofiche che vanificano la dottrina della reincarnazione. Le problematiche relative al tema vengono affrontate con rigore critico ed esposte con notevole chiarezza.
2. Ch. Schönborn, Risurrezione e reincarnazione, Piemme, Casale Monferrato
(Alessandria) 1990.
Un testo contenente riflessioni molto ampie e ben documentate, in cui vengono esposte la confessione di fede nella risurrezione della carne e il pensiero della tradizione cristiana sulla reincarnazione. Favorisce un buon
approccio teologico al problema e risulta utile sotto diversi profili
3. P. Thomas, La reincarnazione, sì o no?, Paoline, Cinisello Balsamo (Milano)
1990.
Il libro di Thomas (pseudonimo di un'équipe di studiosi) permette di introdursi sufficientemente alle problematiche relative al nostro tema e al suo rapporto con l'idea di risurrezione. Taglio molto divulgativo.
Sotto ipnosi posso vedere qualsiasi cosa, la suggestione ipnotica non è una prova scientifica. Anche i ricordi che emergono possono essere falsati e non corrispondere alla vera storia del paziente: ci vogliono confronti incrociati e grande prudenza. Molti pensano che no, non esistono (per fortuna) vite precedenti, ci giochiamo tutto in una sola, splendida vita. Spero che tu possa godertela in tutta la sua realtà. Se vuoi scrivimi ancora,
FELICITA'
Cerco la felicità e non so dove andare...
Nora
LA RISPOSTA Dare la ricetta della felicità, cara Nora, non è previsto tra i compiti di uno psicologo. E non sarebbe nemmeno possibile. Dalla tua lunga lettera mi sembra proprio di capire che tu non abbia nulla che non va dal punto di vista psicologico, quindi cosa fare? La persona, qualsiasi persona, è all'incrocio di tre mondi: il mondo fisico (il suo corpo), il mondo psicologico (la sua mente) e il mondo spirituale (la sua anima). Quei tre mondi che i greci chiamavano Soma, Psike, Pneuma. Si può star male perchè è ammalato il corpo, o la mente, o anche l'anima. E il male di uno dei tre mondi si ripercuote sugli altri e su tutta la persona. Per quanto riguarda il corpo ci pensano i medici. Per la mente ci sono gli psicologi. E per l'anima? Non credere a chi dice che si può curare l'infelicità con le medicine o con la psicoterapia. La ricerca della felicità è un percorso lento e faticoso che deve coinvolgere tutti i tuoi sforzi. Le persone un pò superficiali si accontentano di poco: mangiano, bevono, qualche vacanza, una macchina prestigiosa, e non chiedono altro. Quelli come te, più sensibili, cercano oltre, delle ragioni, un senso. Non devi ritenere questo un handicap, tutt'altro. E' un'occasione per vivere pienamente e completamente realizzata. Attenzione però ai trabochetti: non accettare scorciatoie, non ti lasciar ingannare dalle panzane New Age, non ti far manipolare da maestri di serie B, non svendere la tua felicità al mercato degli stregoni. Comincia una ricerca seria, non ho paura a chiamarla "Religiosa" (con la R maiuscola). Se sei motivata da una vera onestà interiore sono sicuro che riuscirai a trovare una vera Risposta. Scrivimi ancora,
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questo è un serio problema. |
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